Mediazione Familiare - giulia grilli

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La Mediazione Familiare è un intervento che si rivolge alle coppie separate, in procinto di separarsi o di divorziare. Il percorso prevede una serie di incontri con la coppia durante i quali si cercherà di raggiungere degli accordi concreti rispetto alle diverse problematiche legate alla separazione. L’ obiettivo fondamentale è di aiutare la coppia a gestire in modo non distruttivo la nuova situazione  che si è venuta a creare, con particolare riguardo al bisogno dei figli di mantenere il rapporto con entrambi i genitori.
In un clima di rispetto reciproco, garantito dalla presenza del mediatore, si cercheranno insieme le soluzioni migliori alle varie problematiche dovute alla separazione o al divorzio. Il mediatore psicologo presterà particolare attenzione ai bisogni psicologici di ciascuna delle parti coinvolte e alla necessità di ristrutturare le relazioni secondo modalità accettabili e aperte a nuove prospettive.
Nello svolgimento di questa attività ricorro all’approccio sistemico familiare (Watzslawik, Bateson ecc) il quale vede la famiglia come un sistema, un’entità cioè che possiede caratteristiche e norme proprie. Alla sua costruzione, ma anche alla sua evoluzione nel tempo, contribuiscono tutti i membri della famiglia e, in qualche modo,  persino quelli delle passate generazioni. Ciascuno interagisce ed influenza tutti gli altri e da essi, contemporaneamente, ne è influenzato.  
La Mediazione Familiare esercitata seguendo i principi e le tecniche derivanti dalla teoria sistemica familiare, focalizzandosi su questo sistema di relazioni reciproche e sulle risorse e potenzialità di ciascuno, cerca di aiutare la famiglia a gestire in modo non distruttivo uno degli eventi più dolorosi che possono accadere durante il suo ciclo vitale: la separazione dei coniugi/conviventi. Soprattutto se ci sono i figli, è fondamentale trovare il modo di dialogare per riorganizzare la famiglia e garantire la continuità del rapporto dei ragazzi con entrambi i genitori e i rispettivi  parenti.  

“L’approccio sistemico familiare è utile perché permette al mediatore di pensare i cambiamenti nelle strutture familiari e nei ruoli familiari che le famiglie devono negoziare quando passano da una struttura familiare all’altra. […] Allo stesso modo è molto utile per sviluppare modelli pratici, utilizzabili per aiutare queste famiglie a gestire il cambiamento e le riorganizzazioni in tutte le aree della loro vita. Questi cambiamenti implicano processi di adattamento emotivo, psicologico, economico, legale e sociale per i genitori e hanno un profondo impatto sull’intera famiglia, così come sui singoli membri. Le relazioni tra genitori e figli vengono sostenute ed incoraggiate nel momento in cui stanno combattendo con il dolore e la rabbia per la fine  della loro relazione”.         Lisa Parkinson


DA SAPERE SULLA MEDIAZIONE FAMILIARE:


- Non è un intervento finalizzato alla riconciliazione dei coniugi, né  terapia della famiglia. La coppia ha già deciso di separarsi e il mediatore aiuta a gestire la nuova situazione.

- Il mediatore non è un avvocato di parte che cerca di difendere la posizione di uno dei due contendenti ma un facilitatore della comunicazione in una posizione equidistante rispetto alle parti in conflitto.

- La mediazione familiare si svolge in totale autonomia rispetto al percorso giudiziario. Il mediatore familiare è tenuto al segreto professionale e non è tenuto a rendere testimonianza.  

- Il mediatore non giudica le parti coinvolte, né le loro possibili responsabilità passate o presenti sulla  separazione. Si occupa semmai del presente e del futuro della famiglia. Le soluzioni inoltre  non vengono imposte o scelte dal mediatore ma decise  liberamente dalle due parti tra un ventaglio di possibili soluzioni sottoposte alle parti stesse.

- La Mediazione non è utile quando non ci sono i presupposti per un dialogo rispettoso e civile, quando una o entrambe le parti sono estremamente conflittuali,  incapaci di collaborare, restii nel  riconoscere la dignità e il punto di vista dell’altro. E’ inutile anche quando si delega al mediatore la responsabilità delle decisioni e quando i figli vengono usati come strumento di ricatto e di vendetta nei confronti del coniuge/convivente.

- Il mediatore  accoglie il disagio di tutte le parti coinvolte, ascolta i bisogni di ciascuno, particolarmente dei figli minori, quando ci sono,  
e stimola le risorse e responsabilità personali verso le soluzioni migliori.

- In uno spazio  protetto, garantito dalla presenza di un terzo neutrale, il mediatore, le parti vengono sollecitate ad  accordarsi sulle varie questioni legate alla separazione, nell’interesse di ciascuno ma prima di tutto dei figli.

- Un grande vantaggio per le due parti è di poter trovare delle soluzioni personalizzate e adatte alla loro situazione familiare senza dover delegare  all’autorità giudiziaria il compito di decidere per se stessi.

- Il numero delle sedute con la coppia, varia da quattro a dieci, o quindici, con frequenza settimanale o bisettimanale, della durata di un’ora o un’ora e mezza,  al termine delle quali, se lo si ritiene necessario, si può redigere un accordo scritto e firmato dalle due parti che verrà  portato ad un avvocato. Quest’ultimo a sua volta lo porterà davanti al giudice del tribunale competente  per l’omologa. Ciò avverrà naturalmente se l’accordo non viola la legge nè l’interesse dei figli.

- Altri vantaggi della mediazione familiare riguardano: l’abbassamento dei toni conflittuali necessario alla collaborazione, con una ricaduta positiva sui rapporti tra i coniugi/conviventi e tra questi e figli; la possibilità di tutelare più che si può l’interesse dei figli accogliendo e ascoltando la loro sofferenza e i loro bisogni di mantenere il rapporto con entrambi i genitori (bigenitorialità).

- La Mediazione  Familiare  è espressamente prevista dalla legge italiana ed in particolare dall’art.155 sexies della legge n.54 del 2006 sull’Affidamento Condiviso dei figli (vedi  articoli e news).
Rimane comunque la libertà  dei coniugi/conviventi di  usufruire o meno di  questo tipo di relazione di aiuto.  


 
 
 
 
 
 
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