LEGGE 10 dicembre 2012, n. 219 - giulia grilli

Vai ai contenuti

Menu principale:



Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali. (12G0242) (GU n.293 del 17-12-2012 )
note: Entrata in vigore del provvedimento: 01/01/2013
               


Promulga la seguente legge:
                            
Art. 1
Disposizioni in materia di filiazione

 1. L'articolo 74 del codice  civile  e'  sostituito  dal seguente:

«Art. 74 (Parentela). - La parentela e' il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui  la  filiazione e' avvenuta all'interno del  matrimonio,  sia  nel  caso  in  cui  e' avvenuta al di fuori di esso, sia  nel  caso  in  cui  il  figlio  e' adottivo. Il vincolo di parentela non sorge nei casi di  adozione  di persone maggiori di eta', di cui agli articoli 291 e seguenti».
 2. All'articolo 250 del codice civile sono  apportate  le  seguenti modificazioni:
     a) il primo comma e' sostituito dal seguente: «Il  figlio  nato fuori del matrimonio puo'  essere  riconosciuto,  nei  modi  previsti dall'articolo 254, dalla madre e dal padre, anche se  gia'  uniti  in matrimonio  con  altra  persona  all'epoca   del   concepimento.   Il riconoscimento   puo'   avvenire    tanto    congiuntamente    quanto separatamente»;
     b) al secondo comma, le parole: «sedici anni»  sono  sostituite dalle seguenti: «quattordici anni»;
     c) al terzo comma, le parole:  «sedici  anni»  sono  sostituite dalle seguenti: «quattordici anni»;
     d) il quarto comma e' sostituito dal seguente: «Il consenso non puo' essere  rifiutato  se  risponde  all'interesse  del  figlio.  Il genitore  che  vuole  riconoscere  il  figlio,  qualora  il  consenso dell'altro genitore sia rifiutato, ricorre al giudice competente, che fissa un termine per la notifica del ricorso all'altro  genitore.  Se non viene proposta opposizione entro trenta giorni dalla notifica, il giudice decide con sentenza che tiene luogo del consenso mancante; se viene  proposta  opposizione,  il  giudice,  assunta  ogni  opportuna informazione,  dispone  l'audizione  del  figlio  minore  che   abbia compiuto i dodici anni, o anche di  eta'  inferiore,  ove  capace  di discernimento, e assume eventuali provvedimenti provvisori e  urgenti al fine di instaurare la relazione, salvo che l'opposizione  non  sia palesemente fondata. Con la sentenza che  tiene  luogo  del  consenso
mancante, il giudice assume i provvedimenti  opportuni  in  relazione all'affidamento e al mantenimento del minore ai  sensi  dell'articolo 315-bis e al suo cognome ai sensi dell'articolo 262»;
     e) al quinto comma sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole:
«, salvo che il giudice li autorizzi, valutate le circostanze e avuto riguardo all'interesse del figlio».
 3. L'articolo 251 del codice civile  e'  sostituito  dal  seguente:
«Art. 251 (Autorizzazione al riconoscimento). -  Il  figlio  nato  da persone, tra le quali esiste un vincolo di parentela in  linea  retta all'infinito o in linea collaterale  nel  secondo  grado,  ovvero  un vincolo di affinita' in linea retta, puo' essere riconosciuto  previa autorizzazione del giudice avuto riguardo all'interesse del figlio  e alla necessita' di evitare allo stesso qualsiasi pregiudizio.
 Il riconoscimento di una persona minore di eta' e' autorizzato  dal tribunale per i minorenni».
 4. Il primo comma dell'articolo 258 del codice civile e' sostituito dal seguente:
«Il riconoscimento produce effetti riguardo al genitore da cui fu fatto e riguardo ai parenti di esso».
 5. L'articolo 276 del codice civile  e'  sostituito  dal  seguente:
«Art. 276 (Legittimazione passiva). - La domanda per la dichiarazione di paternita' o di  maternita'  naturale  deve  essere  proposta  nei confronti del presunto genitore o, in sua mancanza, nei confronti dei suoi eredi. In loro mancanza, la domanda  deve  essere  proposta  nei confronti di un curatore nominato dal giudice  davanti  al  quale  il giudizio deve essere promosso.
 Alla domanda puo' contraddire chiunque vi abbia interesse».
 6. La rubrica del titolo IX del libro primo del  codice  civile  e' sostituita dalla seguente: «Della potesta' dei genitori e dei diritti e doveri del figlio».
 7. L'articolo 315 del codice civile  e'  sostituito  dal  seguente:
«Art. 315 (Stato giuridico della filiazione). - Tutti i  figli  hanno lo stesso stato giuridico».
 8. Dopo l'articolo 315 del codice civile, come sostituito dal comma 7 del presente articolo,  e'  inserito  il  seguente:  «Art.  315-bis (Diritti e doveri del figlio). -  Il  figlio  ha  diritto  di  essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacita', delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.
 Il figlio ha  diritto  di  crescere  in  famiglia  e  di  mantenere rapporti significativi con i parenti.
 Il figlio minore che abbia compiuto gli anni  dodici,  e  anche  di eta' inferiore ove capace di  discernimento,  ha  diritto  di  essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.
 Il figlio  deve  rispettare  i  genitori  e  deve  contribuire,  in relazione alle proprie capacita', alle proprie sostanze e al  proprio reddito, al mantenimento della famiglia finche' convive con essa».
 9. Nel  titolo  XIII  del  libro  primo  del  codice  civile,  dopo l'articolo 448 e' aggiunto il seguente: «Art. 448-bis (Cessazione per decadenza dell'avente diritto dalla potesta' sui figli). - Il figlio, anche adottivo, e, in sua mancanza, i discendenti prossimi  non  sono tenuti all'adempimento  dell'obbligo  di  prestare  gli  alimenti  al genitore nei confronti del quale e' stata  pronunciata  la  decadenza dalla potesta' e, per i fatti che non integrano i casi di  indegnita' di cui all'articolo 463, possono escluderlo dalla successione».
 10. E' abrogata la sezione II del capo II del titolo VII del  libro primo del codice civile.
 11. Nel codice  civile,  le  parole:  «figli  legittimi»  e  «figli naturali»,  ovunque  ricorrono,  sono  sostituite   dalla   seguente:   «figli».

Avvertenza:
Il testo delle note qui  pubblicato  e'  stato  redatto dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi dell'art.  10,  commi  2  e  3,  del  testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge modificate o alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il valore e l'efficacia  degli  atti  legislativi qui trascritti.

Note all'art. 1:
- Si riporta il testo dell'art. 250 del codice  civile, come modificato dalla legge qui pubblicata:
«Art. 250. Riconoscimento.
Il  figlio  nato  fuori  del  matrimonio  puo'   essere riconosciuto, nei modi previsti dall'art. 254, dalla  madre e dal padre, anche se gia' uniti in  matrimonio  con  altra persona all'epoca del concepimento. Il riconoscimento  puo' avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente.
Il  riconoscimento  del  figlio  che  ha   compiuto   i quattordici anni non produce effetto senza il suo assenso.
Il riconoscimento del figlio  che  non  ha  compiuto  i quattordici  anni  non  puo'  avvenire  senza  il  consenso dell'altro  genitore   che   abbia   gia'   effettuato   il riconoscimento.
Il consenso  non  puo'  essere  rifiutato  se  risponde all'interesse del figlio. Il genitore che vuole riconoscere il figlio, qualora  il  consenso  dell'altro  genitore  sia rifiutato, ricorre al  giudice  competente,  che  fissa  un termine per la notifica del ricorso all'altro genitore.  Se non viene proposta opposizione entro  trenta  giorni  dalla notifica, il giudice decide con sentenza  che  tiene  luogo del consenso mancante; se viene  proposta  opposizione,  il giudice,  assunta  ogni  opportuna  informazione,   dispone l'audizione del figlio minore che abbia compiuto  i  dodici anni,  o  anche  di   eta'   inferiore,   ove   capace   di discernimento, e assume eventuali provvedimenti  provvisori e urgenti al fine di instaurare  la  relazione,  salvo  che l'opposizione non sia palesemente fondata. Con la  sentenza che tiene luogo del consenso mancante, il giudice assume  i provvedimenti opportuni in relazione all'affidamento  e  al mantenimento del minore ai sensi dell'art. 315-bis e al suo cognome ai sensi dell'art. 262.
Il riconoscimento non puo' essere  fatto  dai  genitori che non abbiano compiuto il sedicesimo anno di eta' , salvo che il giudice li  autorizzi,  valutate  le  circostanze  e avuto riguardo all'interesse del figlio.».
Si riporta il testo dell'art. 258  del  codice  civile, come modificato dalla legge qui pubblicata:
«Art. 258. Effetti del riconoscimento.
Il riconoscimento produce effetti riguardo al  genitore da cui fu fatto e riguardo ai parenti di esso.
L'atto di riconoscimento di uno solo dei  genitori  non puo' contenere  indicazioni  relative  all'altro  genitore.
Queste indicazioni, qualora siano state fatte,  sono  senza effetto.
Il pubblico ufficiale che le riceve e l'ufficiale dello stato civile che le  riproduce  sui  registri  dello  stato civile sono puniti con l'ammenda da euro 20 a euro  82.  Le indicazioni stesse devono essere cancellate.».


 
Torna ai contenuti | Torna al menu